IL GIOCO DI FINZIONE E IL ROLE PLAY – 2° PARTE

Durante il gioco ascolto e calma da parte del contesto che lo circonda (genitori o adulti che lo accudiscono) sono le cose di cui il bambino ha maggiormente bisogno. Osservare i suoi giochi e ascoltare i suoi progetti è il modo migliore per valorizzare e dare senso alle trasformazioni magiche che egli compie su oggetti e giocattoli. Il role-play (gioco sociale dei ruoli) è un’abilità  specifica del gioco di finzione che consiste nella capacità di mettersi nei panni di un’altra persona, sia dal punto di vista cognitivo che affettivo. Appropriarsi di un ruolo sociale significa infatti conoscerlo, ma anche capire cosa sente l’altro.
La qualità del gioco di finzione dei nostri bambini dipende in parte dal grado di maturazione raggiunto, ma soprattutto dalle condizioni particolari in cui il bambino si trova a giocare: tipo di giocattoli con i quali interagisce, compagni di gioco conosciuti o sconosciuti, più grandi o più piccoli di lui, in un piccolo o in un grande gruppo, a casa o alla scuola materna.
Uno sguardo alle ricerche di psicologia dello sviluppo ci consente di apprendere come esista una tendenza evolutiva nella rappresentazione dei ruoli nel gioco spontaneo dei bambini e di conseguenza nel tipo di giochi attuati. Dapprima i bambini tendono a rappresentare ruoli funzionali: chi mangia, chi dorme, chi lavora; poi adottano un ruolo che hanno personalmente sperimentato (mamma, bambino) poi ruoli non sperimentati personalmente ( moglie, marito o ruoli occupazionali come sarta, imbianchino, dottore) e infine ruoli fantastici (Batman, Biancaneve).
Un passo evolutivo ulteriore è costituito dall’assunzione di ruoli fittizi insieme a dei compagni di gioco (gioco sociale). Per fare ciò il bambino deve essere in grado di avere la rappresentazione mentale di almeno 2 ruoli (il suo e quello del compagno) e organizzare le attività ludiche di conseguenza. Spesso le prime manifestazioni del gioco sociale di ruolo si realizzano insieme a partner più grandi, maggiormente competenti , o con genitori e fratelli più grandi. Sembrerebbe che l’esecuzione di un certo comportamento di gioco abbia bisogno di consolidarsi attraverso forme di esercizio individuale prima di apparire nel gioco di finzione sociale tra coetanei.
Mi pare importante concludere questa breve presentazione su una delle modalità più significative del gioco spontaneo dei bambini sottolineando come l’osservazione prolungata dell’interazione del bambino con i giocattoli che mettiamo a sua disposizione sia uno strumento fondamentale per avere informazioni rispetto alla funzionalità dei giocattoli e alla reale età di utilizzo. Accurate osservazioni dei bambini in ambienti di gioco il più possibile simili alle condizioni abituali (casa, asilo) offrono preziose informazioni alle aziende produttrici che si trovano ad affrontare il difficile compito di attribuire una appropriata età di utilizzo ai loro giocattoli. Alle madri e a tutti coloro che si occupano di infanzia ricordiamo di prestare attenzione alla scelta dei giocattoli che comprano ai loro bambini (età d’utilizzo- avvertenze di sicurezza). Il mondo dei giocattoli che offriamo ai bambini è la nostra visione del mondo che loro faranno propria.

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