I GIOCATTOLI “TECNOLOGICI” E LO SVILUPPO DEI BAMBINI – 2° PARTE

Arrivo ora a spiegare la seconda parte della mia risposta alla domanda giornalistica, mi riferisco a ciò che intendo con “elettronica con moderazione”. Alcuni giocattoli elettronici possiedono ottime risorse quali strumenti di tipo educativo, ma quest’aspetto è prettamente ascrivibile ad uno sviluppo di tipo cognitivo e non tiene in considerazione altri importanti elementi coinvolti nel gioco quale elemento principe per stimolare la crescita.

Mi riferisco in particolare allo sviluppo emotivo e relazionale, a quello dei processi simbolico-costruttivi, e anche a quello motorio. I rischi e le numerose critiche che sono state fatte negli ultimi anni a queste tipologie di giocattoli sono proprio relativi alla sottovalutazione di questi aspetti.
Se non si tiene in considerazione il contesto sociale e relazionale nel quale l’attività ludica avviene i giocattoli elettronici finiscono con il produrre nei bambini quei fenomeni di “dipendenza”, di “unico amico elettronico”, di “emozioni al silicio” di cui si legge spesso.

Gli esperti parlano di tutela dell’infanzia nei confronti dei media elettronici negli stessi termini in cui da oltre quaranta anni si parla di tutela dei bambini nei confronti della violenza televisiva.
Individualmente ognuno di noi nell’offrire giocattoli di tipo elettronico ai bambini può mettere in atto due precauzioni d’uso, o comportamenti preventivi per evitare le conseguenze sopra menzionate. E credo che questi siano gli stessi accorgimenti da prendere in considerazione quando compriamo qualsiasi tipo di giocattolo per i bambini, o pensiamo di scegliere per loro un programma televisivo o un oggetto.

1. Analizzare i contenuti veicolati dai giocattoli elettronici: porsi una serie di domande che ci aiutino a comprenderne il significato.
Il gioco che storia ha?
Quali sono le abilità che stimola e le richieste che fa al nostro bambino?
Ci sono contenuti violenti? Se sì, siamo d’accordo e ci sembra giusto che nostro figlio impari delle strategie di lotta/combattimento che portano agli obiettivi contenuti nel gioco? Ci piacerebbe vederlo comportarsi così nella realtà?

2. Introdurre, spiegare al bambino il gioco che abbiamo scelto per lui, giocare con lui. Dedicare alcuni momenti perchè il computer/game boy/pupazzo interattivo non sia il suo unico amico in casa, ma possa essere anche il nostro.
La moderazione di cui sopra significa inoltre non limitarsi ai giochi elettronici, perchè sono quelli che “attraggono” di più o sono “più richiesti” dai bambini di oggi o li “tengono tranquilli”. Offriamo una scelta variegata di stimoli e ricordiamoci di escogitare giochi speciali, emotivamente vivaci, episodi sui quali costruire racconti o progetti di costruzione, per stabilire nella mente del bambino il suo diritto di avere le proprie idee personali e di esprimerle.

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